Trasferimenti successivi e decadenza dall’impugnativa

Diritto del lavoro e dell'impresa

18 Aprile 2019 StudioLegaleBcm

L’illegittimità del trasferimento non può essere fatta valere come presupposto dell’impugnazione di un trasferimento successivo, se il primo trasferimento non è stato impugnato nei termini di legge.

È quanto ha stabilito il Tribunale del Lavoro di Catania che, con ordinanza del 17.04.2019, ha rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. proposto dal lavoratore che aveva impugnato il trasferimento disposto a seguito della chiusura della sua sede di lavoro, sostenendone l’illegittimità “derivata” da vizi relativi al trasferimento in precedenza disposto presso la sede poi cessata.

Il precedente trasferimento, come tempestivamente eccepito dalla società resistente, non era stato impugnato entro i termini di cui all’art. 32 comma 3, lett. c della L. 183/2010 e all’art. 6 della l. 604/1966, con conseguente definitiva insindacabilità delle ragioni che lo avevano determinato.

L’ordinanza si segnala in quanto fa applicazione, per identità di ratio, del principio espresso dalla Suprema Corte in tema di impugnativa del licenziamento per assenze ingiustificate conseguente a precedente trasferimento non impugnato nei termini (Cass. 16757/2015).