La dispensa dal servizio per incapacità didattica è di competenza del Dirigente scolastico

Pubblico impiego

05 Aprile 2019 StudioLegaleBcm

La Suprema Corte di Cassazione, sez. lavoro, con recente sentenza n. 196 dell’8 gennaio 2019, ribalta le precedenti pronunce di merito in materia di dispensa dal servizio scolastico, accogliendo il ricorso di una docente di scuola secondaria di secondo grado, patrocinato dallo Studio Legale BCM. 

La ricorrente era stata licenziata con provvedimento del Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale a seguito della valutazione negativa espressa, all’esito del periodo di prova, dal Comitato di valutazione.

I giudici di legittimità hanno accolto integralmente la tesi dello Studio ritenendo l’incompetenza dell’Ufficio che aveva adottato l’atto espulsivo, precisando che l’adozione dei provvedimenti di gestione delle risorse e del personale, ivi compresa la dispensa dal servizio per esito sfavorevole della prova del personale scolastico, rientra tra le competenze del dirigente scolastico.

Va, pertanto, esclusa la competenza dell’amministrazione centrale o periferica, dovendo ritenersi, da un canto, tacitamente abrogato l’art. art. 513 del d.lgs. n. 297 del 1994 (per effetto del combinato disposto degli artt. 14 del d.P.R. n. 275 del 1999 e 25, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001, che attribuisce al dirigente scolastico la competenza ad adottare i provvedimenti di gestione delle risorse e del personale) e, dall’altro, rilevando l’assenza di ulteriori specifiche disposizioni derogatorie.