Controllo a distanza del lavoratore: sulle richieste di autorizzazione non vale il silenzio-assenso

Diritto del lavoro e dell'impresa

09 Maggio 2019 StudioLegaleBcm
sistemi di controllo a distanza
Controllo a distanza del lavoratore: sulle richieste di autorizzazione non vale il silenzio-assenso.

Questo il principio sostenuto dal Ministero del Lavoro che, con interpello n. 3/2019, ha affermato che l’autorizzazione amministrativa imposta dallo Statuto dei Lavoratori per l’installazione di strumenti di controllo a distanza (art. 4 legge n. 300/1970), non può intendersi concessa per effetto del silenzio dell’Ispettorato del Lavoro sull’istanza presentata dal datore.

Le disposizioni contenute nello Statuto, infatti, sono finalizzate a contemperare, da un lato, le esigenze datoriali, e dall’altro lato, la tutela della dignità e della riservatezza del lavoratore sul luogo di lavoro.

Pertanto, la pubblica amministrazione è tenuta a valutare in concreto la sussistenza dei requisiti di legge per il rilascio dell’autorizzazione (soprattutto in tema di impianti di videosorveglianza), occorrendo l’emanazione di un provvedimento espresso, di accoglimento o di rigetto, sulla relativa istanza.